Omelia in occasione dell’ordinazione diaconale di Paolo Comelli e Guglielmo Cocco (20 giugno 2021)

20-06-2021

Cari Fratelli e Sorelle,

la Parola di Dio che abbiamo ascoltato illumina il significato soprannaturale del sacramento dell’Ordine sacro, nel grado del Diaconato, che stanno per ricevere i due nostri fratelli, Guglielmo Cocco e Paolo Comelli.

Propongo, in particolare, una breve meditazione sulla seconda lettura. Scrive S. Paolo ai Corinzi: “Fratelli, l’amore di Cristo ci possiede”. Con queste poche parole l’apostolo definisce chi è il cristiano: è una persona “posseduta”, conquistata, trasformata dall’amore di Cristo.

Nella sua vita ha incontrato Gesù; ha incontrato Colui che “che è morto per tutti” per “riversare” tutto il suo amore nei poveri cuori di coloro che credono in lui. Egli compie questo “travaso” di amore per opera del suo Santo Spirito che dona specialmente attraverso la celebrazione dei sacramenti. L’esperienza più profonda e consolante per un cristiano è quella di ritrovarsi capace di vivere un amore che non avrebbe mai immaginato di poter ospitare nel suo cuore. Si ritrova capace, in particolare, “di non vivere più per se stesso, ma per colui che è morto e risorto per lui”. Questo, potremmo dire, è il timbro che identifica il cristiano in mezzo agli altri uomini: è capace di superare la naturale tendenza a vivere, prima di tutto, per se stesso e di “perdere” la propria vita per i fratelli. Questo è il sigillo che mostra a tutti chi è il cristiano perché è lo stesso sigillo che ha caratterizzato Gesù che “è morto per tutti”.

Vivendo “posseduto dell’amore di Cristo”, il cristiano – aggiunge Paolo – appare come “una nuova creatura”. Chi lo frequenta avverte che in lui c’è qualcosa di “nuovo” rispetto al modo di vivere e di pensare comune, rispetto alla mentalità diffusa. La novità sta proprio nell’amore di Cristo che lo “possiede” e che, per grazia dello Spirito Santo, egli riesce umilmente a vivere. E’ una persona nuova perché non è più schiava della paura di perdere se stessa, di sprecarsi per gli altri senza guadagnare qualcosa per sé. Non c’è persona più nuova di questa perché ha trovato un amore che è più forte della paura della morte.

Per quanto li ho personalmente conosciuti, credo di poter testimoniare che Paolo Comelli e Guglielmo Cocco hanno vissuto personalmente l’esperienza che S. Paolo descrive ai Corinzi e che ho brevemente riassunto. Hanno incontrato Gesù dentro la Chiesa, nell’esperienza parrocchiale e Guglielmo, poi, nel Cammino Neocatecumenale.  Gesù ha “riversato” in loro il suo amore per opera dello Spirito Santo con i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Questo amore è cresciuto in loro con gli anni; è diventato esperienza personale a cui hanno cercato di corrispondere.

Un momento particolarmente forte in cui si sono sentiti “posseduti” dall’amore di Cristo è stato il sacramento del matrimonio nel quale hanno condiviso con la loro sposa la scoperta di amarsi non solo per attrattiva umana ma anche “per grazia”. L’amore che li univa era stato veramente “riversato” in loro da Gesù per opera dello Spirito Santo.

Grazie a questo amore, condiviso nella fede, nella preghiera e nel quotidiano dono di sé, anche il cammino di discernimento e di preparazione all’ordinazione diaconale è stato un percorso condiviso in coppia, un arricchimento del loro matrimonio.

Ora, con l’ordinazione diaconale, Gesù compirà in Paolo e Guglielmo un’ulteriore e ricca effusione del suo Spirito e riverserà ancora nel loro cuore il suo amore perché “posseduti” da questo amore mettano a disposizione la loro vita e i talenti ricevuti per una nuova forma di servizio e di dono di sé dentro la Chiesa: quello del diacono. Sono chiamati, assieme a tutti gli altri fratelli diaconi, a rendere vivo dentro la nostra Chiesa diocesana il volto e il cuore di Gesù “servo”, che non cerca il primo posto ma si mette all’ultimo per essere servo di tutti.

La Chiesa di Udine sarà la Madre e il Corpo di Cristo da amare e da servire secondo le necessità che essa ha e che saranno loro indicate dal mandato del Vescovo. In questo modo di donare se stessi a Cristo e alla Chiesa potranno testimoniare di essere una creatura nuova che diffonde speranza attorno a sé.

Accompagniamoli con la nostra preghiera nei vari momenti del rito di ordinazione invocando per loro il dono dello Spirito Santo. Preghiamo anche perché, con la grazia di questa ordinazione, si rinnovi anche in noi l’esperienza di essere “posseduti” dall’amore di Cristo..