Omelia di mons. Riccardo Lamba in occasione della Santa Messa di inizio del ministero episcopale nell’Arcidiocesi di Udine (5 maggio 2024)

05-05-2024

Saluto i confratelli Vescovi, Sacerdoti, Diaconi, Consacrate e Consacrati e tutti i Laici di questa Diocesi, di antichissima tradizione, punto di incontro di diverse culture, di diversi popoli, espressione autentica di una Chiesa ricca di testimonianze di fede, in dialogo fra di loro e che proprio per questo con il passar dei secoli risplende ancora di più di una bellezza antica e sempre nuova.

Vi saluto con gratitudine, perché avete voluto essere qui oggi, venendo anche da lontano, con grandi sacrifici, per pregare insieme con me in questo giorno in cui do inizio al mio ministero episcopale al servizio di quanti vivono in questo territorio della Chiesa “mitteleuropea”.

Più di qualcuno immagino sia curioso di sapere: cui isal chest predi che al ven a fâ il Vescul a Udin? Chi è questo prete che viene da Roma a fare il Vescovo ad Udine? Domanda comprensibile, assolutamente legittima! Io proverò a rispondervi e ad aprire lo scrigno della mia vita, a partire dalla Parola di Dio che è stata appena proclamata nella liturgia di questa VI domenica di Pasqua.

Vorrei iniziare dall’espressione che troviamo sulle labbra di Gesù nel Vangelo di Giovanni: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”

Nella mia vita sono state veramente poche le cose che ho scelto io: quale liceo frequentare; l’indirizzo di studi universitari; far parte di un gruppo parrocchiale di giovani con i quali abbiamo fatto un bellissimo percorso di fede; chiedere di fare un percorso di discernimento vocazionale al Seminario Romano Maggiore, conclusosi con l’ordinazione sacerdotale 35 anni fa. Tutto qui!

Tutto il resto (la famiglia di origine, le bellissime conoscenze e amicizie personali di laici e di consacrati, l’elezione a vescovo, la chiamata al servizio episcopale nella Chiesa di Roma prima ed in quella di Udine adesso) non le ho scelte io!

“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”.

Posso ben dire senza alcun timore di essere smentito che “Dio tutto ed io nulla” (così diceva una grande donna e perciò una grande santa, la Dottoressa della Chiesa Teresa d’Avila).

È l’evidenza del Primato di Dio e della Sua Grazia nella mia vita e nella vita di tutti noi, che ci ricorda la Parola di Dio nel Vangelo di oggi.

In questi anni, più volte, in diversi momenti e passaggi importanti della mia vita, mi sono chiesto con don Milani: “Perché hai scelto me? Perché hai scelto proprio me?”

Credo che sia la stessa domanda che si è posta la Madonna nel giorno dell’Annunciazione. Ci sono tante persone che sono più “dotate” intellettualmente, più “smart” nelle relazioni interpersonali, più “presentabili” sui social media, più “capaci” di organizzare eventi, ma “Perché hai scelto me? Perché hai scelto proprio me?

Oggi Pietro nella prima lettura (tratta dagli Atti degli Apostoli) a Cornelio che gli si butta ai piedi dice: “Alzati, anch’io sono un uomo!”

Sapeste quante volte ho detto con il Salmo 138 al Signore: “Tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando mi seggo e quando mi alzo; penetri da lontano i miei pensieri e non c’è nulla di mio che ti sia nascosto!” e quante volte con il Santo Curato d’Ars ho detto: “Io sono un poveraccio, che ogni giorno devo elemosinare il tuo Amore e la tua Misericordia”!

La risposta a questa domanda si sta facendo strada piano piano, sempre più chiara, e viene esplicitata così nella seconda lettura di questa domenica: “Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è Lui che ha amato noi” e nel Vangelo di Giovanni “Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi e vi ho costituito perché andiate e portiate frutto ed il vostro frutto rimanga”.

Dio ha scelto me, proprio me. Dio ha scelto ciascuno di voi, solo ed esclusivamente per amore! Non c’è un motivo o una serie di buone motivazioni per cui Dio ci ama. San Bernardo direbbe: “Dio ci ama perché… è Amore”!

Questa consapevolezza del fatto che Dio ha scelto proprio me, solo ed esclusivamente per amore, oltre che stupirmi ogni volta che mi fermo a pensarci, mi ha dato la grazia, sin dagli anni della giovinezza, di guardare le persone che incontro nella vita, sotto una luce particolare.

Pietro sempre nella prima lettura di oggi, esprime molto bene questa consapevolezza che è cresciuta in me dai vent’anni in su: “in verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone. Ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto”.

Nella mia vita ho avuto modo di incontrare tante persone, tante anime belle, sia in ambienti ecclesiali che laicali, sia tra credenti sia tra coloro che dicono di non essere credenti, sia tra i cattolici come tra gli ebrei, i luterani, gli ortodossi, i musulmani.

In tutti loro (anziani, giovani, malati, bambini, professionisti con grandi competenze e operai e contadini senza particolari titoli accademici; persone di nazionalità, etnie, culture molto diverse fra di loro), in tutti loro ho colto le tracce dell’opera dell’Amore di Dio, in tutti loro ho riconosciuto la firma discreta dell’insuperabile artista che è Dio!

Che bello! Che gioia!

Tutto questo mi fa pensare a quella Gioia, di cui parla oggi Gesù nel Vangelo: “Osservate i miei comandamenti e rimanete nel mio amore, perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena!”

Gesù ci ha creato per questo, Gesù ci ha fatto incontrare per questo! Gesù vuole renderci partecipi del Suo Amore e della Gioia che si sperimenta rimanendo nel Suo Amore! Gesù vuole farci sperimentare la Gioia che Lui sperimentava contemplando l’azione trasformante dell’Amore del Padre in se stesso e negli altri: “Ti benedico o Padre perché queste cose le hai nascoste ai dotti e ai sapienti di questo mondo e le hai rivelate ai piccoli ed ai semplici!”.

Carissimi sorelle e fratelli,

sono sicuro che anche qui, in questa terra friulana che porta scolpiti nella pietra i simboli della tradizione cristiana e inscritti nei cuori di un popolo i valori della Fede, assaporerò ancora la stessa Gioia di cui parla Gesù nel Vangelo, se rimarremo nel Suo Amore… tutti insieme! Ducj insieme! Vsi skupaj! Wir alle gemeinsam!

Per questo vorrei che ci unissimo nel chiedere insieme con Sant’Ignazio di Loyola:

“Prendi, Signore, e ricevi
tutta la mia libertà, la memoria, l’intelligenza e la volontà.
Tutto quello che ho e possiedo,
Tu me lo hai donato e a Te lo rendo e affido.
Tutto è tuo, di tutto disponi secondo il tuo volere.
Donami il tuo Amore e la tua Grazia:
questo mi basta e non ti chiedo altro”.