Cari fratelli e care sorelle,
questa circostanza dolorosa è occasione per una riflessione sul servizio di mons. Diego nella Chiesa, in particolare nella Nunziatura apostolica. Il compito del Nunzio è rappresentare il Santo Padre, successore di Pietro, negli Stati sparsi nel mondo. Tuttavia, non è una rappresentanza di tipo commerciale: il servizio si traduce nel sostegno ai Vescovi di quei territori nella loro opera di evangelizzazione. Il Nunzio li sostiene nell’annuncio che il fine della nostra vita è la beatitudine, la salvezza portata da Gesù Cristo.
Il termine “beatitudine” è molto vasto, non basta una parola per tradurlo: non è felicità, non è “fortuna”. In questo termine si indica che siamo chiamati a una pienezza di vita che possiamo sperimentare solo con la fede in Gesù Cristo, morto e risorto per noi.
Mons. Diego, dovunque abbia svolto servizio in questi lunghi anni, ha cercato di portare questa verità: l’uomo non vive solo nella dimensione terrena, orizzontale, ma trova il senso della sua esistenza solo in una dimensione trascendente, quindi nel dialogo con Colui che l’ha creato e redento. Mons. Diego si è dedicato a tutto ciò con grande discrezione. Non con timidezza, ma con umile dialogo.
Anche in quest’ultimo periodo, in cui è tornato nella terra friulana e tra i suoi affetti familiari, ha vissuto con grande discrezione, umiltà e disponibilità al servizio pastorale: devo dare testimonianza dell’affetto e dell’amabilità con cui la sua famiglia l’ha accompagnato in questi ultimi mesi di maggior fatica: lui, che era così riservato, ha accolto volentieri queste attenzioni e si è lasciato prendere cura: anche questo è un segno di grande umiltà!
Siamo qui a pregare per lui e per raccogliere questa eredità di mitezza e di senso profondo di fede, che ci ha testimoniato. Rendiamo lode a Dio per la disponibilità di mons. Diego a mettere la sua vita a disposizione della Chiesa in tutto il mondo: anche grazie a lui, tanti cristiani di molte nazioni con grandi sofferenze – penso all’Albania, ma anche alla Siria – hanno avuto la possibilità di raccogliere la fede ricevuta dai loro padri e madri.
Lo affidiamo alla misericordia di Dio e gli chiediamo che la sua preghiera possa continuare ancora oggi, dalla sua beatitudine eterna.
