Cari fratelli e care sorelle,
quando ero parroco, aiutavo molte coppie a preparare la liturgia del loro matrimonio: li invitavo a scegliere i testi biblici della liturgia in base al loro percorso di vita e di coppia. Cari don Luigino e don Manuel: non vi ho mai chiesto il Vangelo che avreste desiderato per questa vostra ordinazione presbiterale. Forse avreste scelto altri brani… magari la vocazione dei primi discepoli o alcuni testi tratti dal racconto dell’ultima cena di Gesù. O, ancora, il brano in cui Cristo risorto incontra Pietro e gli domanda: “mi ami più di costoro?”.
Non so se la vostra scelta sarebbe caduta proprio sul brano che la liturgia di oggi ci propone (Lc 23,35-43, la crocifissione di Cristo tra due malfattori, ndr): la Provvidenza ci offre, oggi, questo testo: è come una “Porta Santa” tramite cui passare per essere sacerdoti per Cristo, con Cristo e in Cristo. Non abbiamo ascoltato il testo di una commedia, ma di un dramma. Il dramma è la narrazione in cui le persone sono chiamate a prendere una posizione: qui si tratta di schierarsi dalla parte dell’amore di Dio, che pur di salvare ogni persona – nessuno escluso – si lascia inchiodare sulla croce come un malfattore per offrire la salvezza a chiunque glielo chieda, fosse anche nell’ultimo istante della sua vita.
L’amore si propone e mai si impone: è questo l’amore che siete chiamati ad annunciare ogni volta che annunciate il Vangelo! È questo l’amore che siete chiamati a celebrare ogni volta che celebrate l’Eucaristia. È questo l’amore che condividerete con ogni persona il Signore metta sul cammino della vostra vita. Questo è l’amore che voi testimonierete con la vostra vita prima ancora che con le vostre parole.
Quand’anche questo amore trovasse resistenza o, addirittura, fosse rifiutato, trovate in voi le stesse parole di Gesù Cristo: «Oggi sarai con me in Paradiso». È questa la prospettiva di ciascuno di noi, come di ciascun uomo e donna che incontrerete: la vita non si conclude con l’ultimo respiro, ma prosegue nell’eternità. È questo che siete chiamati ad annunciare. Dire «Oggi sarai con me in Paradiso» a ogni persona che si avvicina a voi significa dire che la misericordia di Dio è più grande di ogni cosa, anche di tutti gli errori e i peccati.
Cari don Luigino e don Manuel, accogliete questa pagina di Vangelo come un grande dono di Dio. La vostra vita possa conformarsi sempre più all’amore di Gesù Cristo, crocifisso per amore nostro. Siate per tutti un segno tangibile della sua misericordia: è per questa misericordia che Egli è Re dell’Universo.
