Omelia nella solennità di Ognissanti (1° novembre 2020)

01-11-2020
Cari Fratelli e Sorelle, 
la festa di tutti i Santi torna ogni anno a ricordarci una delle verità fondamentali della nostra fede cristiana: «Credo nella comunione dei santi». L’hanno dichiarata per la prima volta, a nome nostro, i nostri genitori e padrini quando abbiamo ricevuto il battesimo e l’abbiamo riconfermata in prima persona nella cresima. 
Ci ha parlato della “comunione dei Santi” il libro dell’Apocalisse che abbiamo ascoltato nella prima lettura. San Giovanni, autore del libro, contempla in visione: «Una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua». Questa moltitudine forma un popolo di persone felici riunite attorno al Trono di Dio e all’Agnello immolato che è Gesù, immolato sulla croce risorto dai morti. Si capisce che sono persone felici perché cantano assieme e a gran voce un inno di vittoria: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono e all’Agnello».  
Hanno tutti una veste candida che esprime la purezza del loro cuore. Un anziano spiega a San Giovanni che queste persone si sono purificate nel sangue dell’Agnello nel giorno del loro battesimo e, poi, hanno continuato a purificare il cuore e la vita, seguendo, giorno dopo giorno, Gesù, l’Agnello immolato, e imitandolo. Vivere così ha richiesto a loro anche grandi tribolazioni, per alcuni il martirio fisico. 
Essi portano in mano rami di palma in segno di vittoria perché partecipano alla vittoria di Gesù il quale, donando il suo sangue sulla croce risorgendo dai morti, ha sconfitto il potere del male e della morte che domina tra gli uomini.
San Giovanni vede che tutte queste persone sono profondamente unite tra di loro, condividono la stessa gioia, formano un unico popolo: il popolo dei figli di Dio, la comunità di Gesù, Agnello immolato. Formano la “comunione dei Santi”.
A questa comunione dei Santi partecipiamo anche noi, ognuno di noi. Vi siamo stati ammessi il giorno in cui abbiamo ricevuto il battesimo. Mentre il sacerdote versava sul nostro capo l’acqua invocando il nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Sano, Gesù ci uniti a lui nel suo amore e ci ha purificati nel suo sangue. Da quel momento niente e nessuno può staccarci da Gesù, neppure la morte che, pure, rompe inesorabilmente ogni legame umano. 
Appena battezzati, siamo stati rivestiti di una veste bianca perché Gesù ci aveva purificato dal peccato e aveva messo nel nostro cuore il suo Spirito Santo che è spirito di purezza e di amore. Il sacerdote ci ha detto: «Ricevi questa veste bianca e portala senza macchia per la vita eterna». Ci ha consegnato, così, il nostro programma di vita; programma più importante di qualunque altro progetto che avremmo potuto perseguire e realizzare lungo gli anni della nostra esistenza terrena.
Questo è stato il programma di vita dei Santi. Pensiamo a qualunque dei Santi che conosciamo e scopriamo che ha speso la sua vita per purificare il cuore, i desideri, le azioni da ogni ombra di vizio e di peccato e giungere al momento della morte portando una veste candida, la veste dell’amore che aveva ricevuto da Gesù nel battesimo. Così hanno attraversato vittoriosi la morte e sono entrati in quella comunione dei Santi che San Giovanni ci ha descritto. Noi li ammiriamo e li veneriamo pregandoli e andando anche a fare pellegrinaggi nei luoghi in cui hanno vissuto la loro santità. 
A questa comunione dei Santi sono partecipi anche dei Santi che possiamo definire “minori” perché non sono stati canonizzati dalla Chiesa. Sono i Santi della “porta accanto”; come li chiama Papa Francesco nella sua recente esortazione apostolica sulla santità, «Gaudete et exultate». Fermiamoci oggi a ricordare e ci renderemo conto che abbiamo vissuto accanto a qualcuno di questi Santi. Personalmente ne ricordo molti, iniziando da mia mamma. Anch’essi hanno purificato la loro vita nella dedizione fedele e quotidiana, nel sacrificio per gli altri, nella preghiera e sono giunti davanti al trono di Dio Padre e davanti all’Agnello con la  veste candida, purificata dall’amore.
Tutti questi Santi ci sono molto vicini perché con il battesimo Gesù ci ha uniti a lui e ci ha uniti, in un’unica comunione, con tutti coloro che hanno ricevuto lo stesso battesimo: un popolo che veramente nessuno può contare. 
Essi ci incoraggiano a tenere vivo l’unico programma di vita per cui val la pena di spendere l’esistenza: conservare pura la veste bianca che abbiamo ricevuto nel battesimo, liberandoci dai vizi e rivestendoci di amore. 
Rinnoviamo oggi, festa di tutti i Santi, questo impegno che è possibile vivere in qualunque condizione, stato di vita o professione si trovi. Saremo presenze preziose nella nostra società perché solo i Santi rendono migliore il mondo.
 
Udine, 1° novembre 2020