Omelia in occasione delle esequie di don Giacono Muzzolini (26 luglio 2018)

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Cari Fratelli e Sorelle,

don Giacomo Muzzolini è tornato nella sua parrocchia e nella sua chiesa di Billerio da dove era partito per dedicarsi al suo ministero sacerdotale durato 61 anni.

Il Signore Gesù è passato e lo ha chiamato a sé nella comunità della Fraternità sacerdotale dove è stato accolto negli ultimi 12 anni di vita. Chi gli è stato vicino mi ha testimoniato che don Giacomo ha vissuto l’ultimo tratto, anche pesante, di esistenza terrena e si è preparato al passo della morte con  semplicità, pazienza e mitezza, senza creare mai resistenze o difficoltà.

Queste sono state caratteristiche del suo carattere che egli ha sempre mostrato e che ha conservato anche quando la croce si è fatta più pesante a causa dell’avanzare dell’età con l’inevitabile aumento di debolezze e inabilità. Per esse si è sempre fatto benvolere da tutti, ricevendo attestazioni di stima e di affetto non solo privatamente ma anche a livello pubblico, come , ad esempio, la cittadinanza onoraria del Comune di Tarcento che gli è stata conferita in occasione del suo 50° anniversario di ordinazione sacerdotale.

Il carattere di don Giacomo semplice, umile e sensibile non era, però, solo una sua qualità naturale. Era il frutto di vere virtù evangeliche che questo amato sacerdote aveva fatto crescere nel suo cuore lungo gli anni della sua vita.

Pensando a lui dopo la triste notizia della sua morte e ascoltando in questi giorni persone che lo avevano conosciuto, mi è tornata subito alla mente la pagina del Vangelo che abbiamo appena ascoltato. Gesù guarda le persone che stanno ascoltando la sua parola e, leggendo nei cuori, riconosce chi lo stava veramente comprendendo. Non erano i dotti e gli esperti della legge, ma erano i piccoli e i semplici. Vedendo questo il suo cuore si riempie di gioia profonda e innalza un inno di lode a Dio Padre: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli».

Credo che anche don Giacomo meriti, al termine del suo pellegrinaggio terreno, questa preghiera di lode di Gesù. Forse altri avevano ricevuto anche più talenti, ma lui ha saputo aprire il cuore alla grazia dello Spirito Santo, come sanno fare i poveri di spirito. E lo Spirito Santo lo ha riempito delle virtù stesse di Gesù che si presenta come «mite e umile di cuore». E  don Giacomo ha consumato gli anni del suo sacerdozio passando tra la gente di Tarcento in sella alla sua famosa bicicletta e portando a tutti il cuore di Gesù «mite e umile».

Come Gesù ha privilegiato i più deboli che mai abbandonava andando a visitarli con ammirevole fedeltà. Erano i malati e gli anziani anche delle frazioni più lontane che raggiungeva portando loro conforto e la comunione eucaristica. Erano le persone ricoverate in ospedale che visitava fino ad Udine e  Gemona, o gli ospiti della casa di riposo. Erano i peccatori che cercavano accoglienza e il perdono di Dio e lo trovavano in don Giacomo sempre disponibile ad offrire la misericordia di Cristo nel sacramento della confessione.

Un po’ del cuore di Gesù Buon Pastore è passato per le strade e le case di Tarcento attraverso la semplicità umile e delicata di questo sacerdote e al suo instancabile prodigarsi per il prossimo. La sua bontà, profusa senza pretese, ha lasciato il segno suscitando nei suoi confronti un diffuso sentimento di affetto, di stima e di riconoscenza; sentimento che in questa celebrazione di esequie per sua anima vogliamo con sincerità rinnovargli.

Ma specialmente, preghiamo per lui perché Gesù stesso lo riconosca come uno di quei piccoli e umili di cuore che hanno capito il suo vangelo e lo hanno messo in pratica.

Gesù accolga tra le sue braccia d. Giacomo e, pieno di gioia, lo presenti a Dio Padre ripetendo: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché anche questo sacerdote. piccolo e umile, ha capito e testimoniato il mio Vangelo».

Lo accompagni la Vergine Maria che aveva un posto principale nella spiritualità di don Giacomo e alla quale si era consacrato raggiungendo in bicicletta l’amato santuario di Castelmonte.

Riposi in pace ricco delle piccole ma preziose opere di bene che ha compiuto e resti un esempio vivo tra quanti di noi lo hanno conosciuto e amato.

Billerio, 26 luglio 2018