OMELIA NEL GIORNO DI NATALE

25-12-2012


 


Care sorelle e fratelli,


 inizio l’omelia con l’augurio che questa S. Messa sia, per ognuno di noi, un momento prezioso di raccoglimento interiore e di riflessione sulla propria fede, mentre stiamo vivendo l’Anno della fede indetto da Benedetto XVI.


Per aiutare la nostra fede mi permetto di suggerire alcune domande: perché la nascita di Gesù è stata decisiva per tutta l’umanità? Perché continua ad essere importante per la vita di ogni uomo?


Il brano del Vangelo, che è stato appena annunciato, offre anche la risposta chiara e sintetica: ‘Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi’.


Il giorno di Natale si è accesa nel mondo una luce nuova portata dal bambino che ci è stato donato e che viene da Dio perché Gesù è il Figlio e il Verbo (la Parola) di Dio che si rivolge agli uomini. Perché noi potessimo vedere la luce che lui portava, il Figlio di Dio si è fatto carne. E’ diventato uomo come noi per mostrarci con la sua vita, il suo esempio, la sua parola come si vive dentro la luce che viene da Dio.


Ma di quale luce si tratta? Il S. Natale dà una risposta chiara anche a questa domanda: è la luce dell’amore, dell’amore vero.


Sappiamo per esperienza che l’amore illumina l’uomo. All’esterno rende bello il volto e il sorriso. E interiormente porta chiarezza nei pensieri, rende trasparenti i sentimenti e gli affetti, purifica i bisogni e gli istinti, rende forte e decisa la volontà nelle scelte di generosità e di dono di sé.


Purtroppo ogni uomo è avvolto da una specie di tenebra che gli confonde pensieri, sentimenti, volontà. Credo ne facciamo esperienza su noi stessi e la riscontriamo nelle persone che frequentiamo. L’egoismo è come un’ombra che distorce i pensieri da ciò che è veramente bene per noi e per chi ci sta vicino, disorienta i sentimenti e gli affetti portando a usare le persone, rovina i gusti che non sono attirati da ciò che è veramente bello e buono ma da piaceri fine a se stessi e ripetitivi.


Gesù nasce a Betlemme per portare dentro le tenebre degli uomini la luce nuova dell’amore che viene solo da Dio che è l’Amore. Essa, come afferma con verità, il Vangelo, illumina realmente ogni uomo a qualunque razza, religione o cultura appartenga. Ed è la luce di cui ha bisogno ogni uomo perché se, fin da piccoli, si è accolti con amore si vive; mentre nel gelo del rifiuto si muore.


Dal breve commento che ho fin qui fatto alle parole del Vangelo, comprendiamo che il Natale è una festa per tutti e che Gesù è il vero e unico Salvatore di ogni uomo e di tutta l’umanità, come annunciò l’angelo ai pastori.


Per accogliere in lui la luce vera dell’amore è necessario andare a lui, inginocchiarsi davanti a lui e pregarlo con tanta umiltà riconoscendo le tenebre di male che ci abitano.


Questo non è facile perché la luce dell’amore può dare fastidio ed essere scomoda. Così è stato per Gesù che veniva come luce vera ma, come abbiamo sempre sentito nel Vangelo, ‘il mondo non lo ha riconosciuto’. Anche questo rifiuto della luce lo conosciamo per esperienza: è il fastidio per chi ci chiede un aiuto, è la resistenza a rinunciare ad un po’ del nostro benessere, è il cuore cattivo che porta a guardare il negativo e a sospettare, è l’indifferenza verso la fede e la preghiera. In parte anche noi facciamo parte del mondo che non si lascia illuminare da Gesù e convertire al suo amore.


Purtroppo, però, conosciamo anche le pesanti conseguenze che tutti paghiamo quando ci lasciamo condurre dalle tenebre. Le vediamo anche in Friuli, specialmente nei più deboli della società che stanno aumentando in questo tempo duro e prolungato di incertezza del lavoro e di ristrettezza economica.  La forza principale che ci permetterà di superare la prova è sempre la luce che Gesù ha acceso tra gli uomini, la luce del suo amore.


Continuando, ora la S. Messa, invito ognuno di noi a riconoscere di essere poco o tanto oscurato dall’ombra dell’egoismo e ad aprire mente e cuore alla luce vera che scopriamo stando accanto a Gesù, come Maria, Giuseppe e i pastori.


Torniamo in famiglia con i nostri pensieri e sentimenti illuminati dall’amore di Dio che Gesù ci trasmette. Lui ci farà diventare ‘figli di Dio’, come abbiamo sentito sempre nel Vangelo, perché assomiglieremo al cuore del nostro Dio e Padre.


Con una particolare preghiera, invoco la luce nuova dell’amore di Gesù su coloro che hanno deciso di entrare in campo nel prossimo periodo elettorale per essere scelti a governare il bene comune dei propri fratelli a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale. I loro pensieri non siano oscurati da interessi privati e reconditi perché il momento di sofferenza di tante persone non lo permette. I loro pensieri e programmi siano illuminati dalla luce nuova di Gesù e le loro coscienze siano rese coraggiose dall’amore che il Signore trasmette a chi si apre a lui.


Buon Natale, care sorelle e fratelli, nel cuore e poi nel sorriso e nei gesti di bontà che sapremo offrire.