Omelia in occasione della Veglia quaresimale 2016 con i giovani

13-02-2016

Ci prepariamo a vivere il sacramento della Riconciliazione aiutati da due brevi, a importanti parabole di Gesù: la pecora dispersa e la moneta smarrita. Gesù le racconta perché le persone per bene che aveva attorno (i farisei e gli scribi) lo criticavano dietro le spalle perché accettava di sedersi a tavola con i peccatori e chiacchierare e mangiare con loro. Spiega a tutti quelli che si meravigliavano del suo comportamenti che lui accettava gli inviti dei peccatori perché andava in cerca delle persone che avevano sbagliato strada nella vita e si stavano rovinando. Non voleva che si rovinassero del tutto.

Si paragona ad un pastore che, contando le cento pecore del suo gregge, si accorge che ne manca una. Non ha un attimo di esitazione e parte subito a cercarla ovunque. Egli vuol bene a quella pecora perché è sua e teme che vada incontro alla morte cadendo in un burrone o finendo preda dei lupi. Quando, finalmente, la ritrova, non la bastona per punizione ma se la mette con affetto sulle spalle perché è sfinita. Corre a casa a far festa con tutti perché ha salvato la sua pecora.

Ugualmente, Gesù si paragona ad una donna che non trova più una delle dieci monete che ha. Non si rassegna ma accende le luci e scopa dovunque finche ritrova la sua moneta; e invita le amiche a far festa.

Gesù conclude le due parabole con una bellissima frase: “Sappiate che io sono pieno di gioia e anche gli angeli fanno festa quando un peccatore si lascia trovare da me e si pente degli sbagli e dei peccati che ha fatto.

Ho incontrato tante persone che hanno vissuto queste parabole di Gesù. Avevano fatto degli errori e dei peccati gravi. Per mesi e per anni avevano seguito la strada sbagliata nella loro vita e si erano perse col rischio di rovinarsi per sempre. Ad un certo punto Gesù le ha raggiunte in modi diversi e ha fatto sentire in loro il desiderio di cambiare vita, hanno sentito nel cuore il calore dell’amore e del perdono. Le ho viste piangere mentre si confessavano perché, con tutti i loro sbagli, si sentivano accolte da Gesù e rinasceva in loro la speranza di poter cambiare la loro vita.

Anche noi questa sera siamo qui in cattedrale per lasciarci trovare da Gesù. Egli viene in cerca di ognuno di noi anche se in questo ultimo tempo ci siamo persi in mezzo a sbagli e a peccati. Anche se, per caso, ci vergogniamo di come ci siamo comportati e dei sentimenti e dei desideri poco buoni che abbiamo avuto nel cuore.

In questo momento, Gesù vede il nostro cuore e non resta deluso di noi e non ci rifiuta; magari siamo noi che ci rifiutiamo. Ci prende sulle spalle per riportarci a casa, con lui, sulla strada giusta; ed essere contenti perché egli è contento di noi se ci lasciamo trovare da lui.

Prepariamo, allora, ad incontrare Gesù attraverso la persona del vescovo e del sacerdote facendo un esame del nostro ultimi periodo di vita.

Chiediamoci:

1) Gesù in questo momento viene in cerca di me; sento il desiderio di lasciarmi trovare da lui? Di lasciare che mi metta sulle sue spalle pieno di gioia perché ha trovato proprio me?

2) Posso dire che assomiglio alla pecora che si era perduta? 

  • Mi sono allontanato da Gesù, dimenticandolo, trascurando il dialogo con lui nella preghiera, non incontrandolo nella S. Messa?
  • Mi sono allontanato da qualche persona comportandomi male, non accettando l’altro, pensando troppo a me stesso, ferendo la sua sensibilità.
  • Mi sono allontanato da tutti chiudendomi in me stesso, nei miei problemi, nelle me tristezze.

3) Stiamo vivendo l’Anno Santo della Misericordia, su quale opera di misericordia voglio impegnarmi nel prossimo tempo? E verso quali persone?