MESSAGGIO PER LA PASQUA. ‘IL SIGNORE È VERAMENTE RISORTO’


 


Care sorelle e fratelli,


  


 ‘Il Signore è veramente risorto’: questo è l’annuncio che i due discepoli di Emmaus, pieni di gioia e di meraviglia, portarono agli undici apostoli riuniti nel cenacolo.


Era la sera di Pasqua e quei due discepoli avevano appena incontrato Gesù risorto. Avevano camminato con lui e i loro cuori si erano riscaldati alle sue parole. I loro occhi, infine, si erano aperti e lo avevano riconosciuto mentre spezzava il pane e lo distribuiva loro come aveva fatto nell’ultima cena.


Avevano capito cosa voleva dire Gesù quando aveva promesso: ‘Mi metteranno a morte ma il terzo giorno risorgerò’. La morte non lo aveva portato via per sempre e il suo corpo non era rimasto prigioniero di un sepolcro, destinato a dissolversi in polvere.


Gesù era tornato in mezzo a loro per accompagnarli lungo la strada, per guidarli con la sua parola, per donare la comunione con lui mangiando il suo Corpo e bevendo il suo Sangue nell’eucaristia.


Il loro Maestro e Signore era tornato per essere con loro ogni giorno, più vicino dei loro stessi familiari e degli amici più stretti.


Se si affidavano a lui, non li avrebbe più abbandonati come era successo per tre brevi giorni, dal venerdì della crocifissione alla domenica di Pasqua. Non li avrebbe lasciati soli nelle prove della vita e nemmeno nel momento della morte, quando si interrompono anche gli affetti più cari. Come per Gesù risorto, anche per loro la morte sarebbe diventata un passaggio ad una nuova vita dove ‘non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate’ (Apoc 21,4).


I due discepoli di Emmaus, quando riconobbero Gesù risorto seduto a tavola con loro, capirono queste cose e si sentirono pieni di una speranza che mai avrebbero immaginato. Per questo corsero, nonostante fosse ormai notte, fino a Gerusalemme per dire agli apostoli: ‘Il Signore è veramente risorto!’.


Lo ripetono anche a noi perché questa è la sorgente della vera speranza che può cambiare la vita di un uomo e la storia dell’umanità.


Con Gesù che ci accompagna ogni giorno possiamo vivere senza paura che qualche male ci rovini o strappi via per sempre la nostra vita.


Senza paura possiamo donare noi stessi proprio come ha vissuto Gesù fino al dono totale di sé sulla croce quando con l’ultimo fiato mormora: ‘Tutto è compiuto’, ‘Ho dato tutto per gli uomini’.


Questa è la forza invincibile del cristianesimo: l’amore che non teme il male e la morte perché è sostenuto da una speranza più forte della morte.


 


Vi auguro, care sorelle e fratelli, che molti di noi in questa Pasqua si trovino nel cuore la forza di questa speranza e di questo amore. Potremo essere dei punti d’appoggio sicuri per tanti che vivono momenti di incertezza, di debolezza, di poca speranza.


Il periodo di crisi che si prolunga sta mettendo alla prova la resistenza interiore di molte persone e famiglie. Trovino in noi dei cuori fedeli e attenti di cui possono fidarsi nel momento del disorientamento e della prova. Trovino degli amici che sanno tirar fuori sempre nuove risorse di solidarietà e di amore perché non viene meno in loro la speranza, perché ‘il Signore è veramente risorto!’.


 


Buona Pasqua con la benedizione divina sulla nostra Chiesa diocesana e sul nostro Friuli.


Buine Pasche cu la benedizion divine su la nestre Glesie diocesane e sul nestri Friûl


Vesela Velika noč. Naj Bog blagoslovi na’o krajevno Cerkev in na’o Furlanijo


Frohe Ostern und Gottes Segen für die Kirche unserer Diözese und für unser Friaul


 


  


+ Andrea Bruno Mazzocato, Arcivescovo di Udine

06-04-2012